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Traduzione IA vs Traduzione Human: Perchè scegliere la Transcreation

Una matita gialla attraversa una lampadina di vetro, mandandola in frantumi: un simbolo della creatività e del valore umano oltre la traduzione IA.

I cataloghi prodotto si allargano, con la richiesta da mercati esteri la tua azienda deve comunicare sempre di più, più velocemente e in più lingue. In questo scenario, la traduzione automatica appare come la soluzione migliore. Una scorciatoia veloce, economica e alla portata di un clic.

Ogni scorciatoia, tuttavia, se percorsa senza cognizione dei pericoli nascosti e dei propri obiettivi, può nascondere potenziali rischi. Se è vero che tutte le strade battute da centinaia di anni nel mondo della traduzione e della localizzazione portano a Roma, non è detto che una scorciatoia più recente consenta di raggiungerla con un viaggio altrettanto tranquillo, né tantomeno con la stessa affidabilità. E, nel business, arrivare nel posto sbagliato può essere peggio che arrivare tardi.

Per sfruttare a pieno le potenzialità della machine translation bisogna aver condotto un’analisi preliminare degli obiettivi editoriali della tua azienda, soprattutto se applicata nei touchpoint che contano di più per il tuo brand: lancio di un e-commerce in un nuovo Paese, una sequence di mail per prospect internazionali, una proposta di valore adattata a un mercato estero, case study destinati a potenziali clienti o contenuti SEO studiati per intercettare ricerche locali.

Nei paragrafi a seguire cercheremo di tarare l’ago della bilancia: entro quale cornice, e di fronte a quali tipi di testi la traduzione automatica con IA può portare a dei risultati soddisfacenti? Quale invece la linea sottile che, se valicata avvalendosi di questo mezzo, rischia di generare danni al tuo brand? In sostanza, quando usare l’IA, e quando invece l’expertise umana?

 

Cos’è la traduzione automatica con IA?

Per Machine Translation (MT) si intende la traduzione automatica di contenuti da una lingua sorgente a una o più lingue target mediante algoritmi di intelligenza artificiale.

Se fino a pochi anni fa gli output generati dalle macchine erano spesso rigidi e facilmente riconoscibili, oggi le cose sono cambiate. L’avvento dei modelli neurali nel 2016 e la successiva evoluzione verso sistemi sempre più adattivi hanno migliorato sensibilmente la qualità delle traduzioni con IA, rendendo la MT uno strumento prezioso per le aziende che operano sui mercati internazionali.

Ma la qualità linguistica rappresenta solo una parte dell’equazione: un software può comprendere il significato di singole parole, non l’accezione o l’obiettivo strategico o che una frase è chiamata a raggiungere.

E quando entrano in gioco reputazione, fiducia e posizionamento del tuo marchio, la differenza è tutt’altro che marginale.

Quando tradurre con l’IA può funzionare per la tua azienda?

La traduzione automatica dà il meglio di sé quando viene applicata a contenuti ad alto volume e basso rischio comunicativo; facciamo quindi riferimento a documentazione interna, descrizioni prodotto standardizzate, testi come la manualistica, ticket di assistenza, FAQ o recensioni degli utenti.

In questi casi, anche la penna autrice di questi contenuti è frutto di un’IA, e il suo obiettivo sarà trasmettere informazioni facilmente accessibili a un’audience vasta e generalizzata, non forgiare una riconoscibilità stilistica.

Un altro fattore da considerare è la standardizzazione. Più il testo segue orme già tracciate, utilizza una terminologia coerente e presenta pochi elementi di creatività autoriale, maggiori saranno le probabilità che il motore di traduzione produca risultati affidabili e prevedibili.

L’intelligenza artificiale, quindi, non sostituisce i professionisti linguistici, ma diventa un loro alleato per ottimizzare il lavoro.

Liberando tempo e budget, il team può dedicare a contenuti ad alto impatto, dove precisione, tono di voce e sensibilità culturale fanno davvero la differenza.

Quando la traduzione human è la scelta migliore?

Homepage, landing page pubblicitarie, articoli di blog, newsletter, comunicati stampa, contenuti SEO: qui la traduzione automatica mostra i suoi limiti più evidenti.

L’IA vince in velocità, ma perde in adeguatezza di tono, d’intenzione e uniforma riferimenti socioculturali.

Tutti dettagli che fanno la differenza tra un testo che informa e un testo che convince.

Un potenziale cliente che nota sbavature o incoerenze nella tua comunicazione difficilmente sarà abbastanza fiducioso da affidarti un intero progetto.

Cos’è la Transcreation?

È qui che entra in gioco la transcreation: una tecnica di riscrittura che mantiene intatto l’obiettivo del messaggio originale del tuo brand, adattandolo culturalmente al nuovo pubblico.

Ridurre la transcreation a un semplice esercizio di adattamento culturale sarebbe però limitante.

Certo, questa tecnica consente di verificare che il testo sia adeguato allo scopo comunicativo per cui è stato creato e compatibile con le convenzioni culturali del mercato in cui approderà, ma c’è di più.

Il traduttore umano apporta al progetto un contributo creativo autentico, che nessun sistema automatizzato può replicare.

La transcreation è infatti un servizio ibrido, a metà strada tra traduzione e copywriting.

Trasncreare significa valutare se una resa fedele del contenuto originale sia davvero efficace, oppure se il testo di partenza debba essere modificato, reinterpretato o persino riscritto per raggiungere l’effetto desiderato sul nuovo pubblico.

In ambito marketing e pubblicitario non è raro che il testo sorgente finisca per assumere il ruolo di un brief creativo.

L’obiettivo non è più tradurre ciò che è stato scritto, ma creare un messaggio capace di funzionare nel mercato di destinazione come se fosse stato concepito lì fin dall’inizio.

In alcuni casi questo significa intervenire in modo sostanziale sul contenuto; in altri, addirittura scrivere ex novo nella lingua di arrivo a partire dalle indicazioni fornite dal testo originale.

Il risultato finale non è una traduzione dell’originale. È un nuovo originale, costruito per generare la stessa risonanza emotiva e pertinenza commerciale in un pubblico diverso.

I numeri a supporto

I dati confermano che il fattore linguistico continua a essere determinante nelle decisioni di acquisto.

Una ricerca di CSA Research condotta su oltre 8.700 consumatori in 29 Paesi mostra che il 76% degli utenti preferisce acquistare prodotti accompagnati da informazioni nella propria lingua madre.

Ancora più interessante è un altro dato: il 65% preferisce contenuti disponibili nella propria lingua anche quando la qualità della traduzione non è impeccabile.

In altre parole, sentirsi coinvolti e riconosciuti linguisticamente conta spesso più della perfezione formale.

Il dato più significativo, però, riguarda la fiducia: il 40% dei consumatori dichiara di non acquistare mai da siti che non comunicano nella sua lingua.

Per chi investe risorse in progetti di internazionalizzazione questi dati significano solo una cosa: la localizzazione non è un dettaglio trascurabile, ma una fase di lavoro essenziale che deve essere integrata nella strategia aziendale fin dagli albori di un nuovo progetto.

Naturalmente, essere presenti nella lingua del mercato di destinazione è soltanto il primo passo.

Come abbiamo visto, non tutti i contenuti hanno la stessa funzione e non tutti richiedono necessariamente lo stesso livello di intervento umano.

Per un’azienda che si affaccia a uno o più mercato estero, la domanda non è quindi se localizzare i contenuti, ma quale strategia di localizzazione richieda ciascun contenuto.

Comprendere quando la traduzione automatica è sufficiente e quando invece serve il contributo strategico e creativo di un professionista è ciò che permette di ottimizzare i costi senza compromettere l’efficacia della comunicazione.

Come trovare l’equilibrio giusto tra Traduzione IA e Human

La traduzione automatica e quella umana non sono alternative inconciliabili, ma strumenti complementari.

Da Maka Language Consulting, azienda leader del settore con base a Milano, aiutiamo le aziende a individuare il giusto equilibrio tra automazione, traduzione human e transcreation, affinché ogni contenuto riceva il livello di localizzazione più adatto.

Se stai valutando come strutturare la tua comunicazione multilingue, parliamone insieme.

 

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